E' nato prima l'uovo o la gallina?

Domanda semiseria rivolta da sempre ad ogni generazione di bambini: è nato prima l'uovo o la gallina? Don Guido, aiutato a comprendere gradualmente la soluzione attraverso una serie di eventi primordiali a cui gli è stato dato di assistere, risponderebbe subito: l'uovo.
Abbiamo la fortuna di avere, a differenza della maggioranza di cellule che sono di dimensioni microscopiche, alcune cellule uovo che sono ben visibili ed esaminabili ad occhio nudo. Pensiamo all’innumerevole varietà di uova con le quali si riproducono uccelli, rettili, tartarughe. E in particolare, come esperienza di ogni giorno, all'uovo di gallina.
Quando l'uovo è fecondato infatti, ci permette di tenere in mano un'unica cellula gigante in cui, con grande evidenza e immutabile meraviglia, ci sono tutte le istruzioni e il materiale per fare un pulcino completo e finito, che appena uscito si reggerà in piedi e inizierà a beccare il mangime.
A differenza degli animali ovipari, la cellula-uovo umana è invece, come in molte specie di mammiferi, di dimensioni microscopiche. Nella foto a sinistra, proveniente dall'Università di Roma, appare ingrandita circa 900 volte al microscopio elettronico. Altre informazioni sulla cellula, meravigliosa unità fondamentale della vita, sistema modulare con cui Dio edifica le infinite forme di vita, si possono trovare qui.

Per fare una breve (e non facile) analisi dell'opera di Don Guido Bortoluzzi che tratta della Genesi, è necessaria almeno qualche premessa di ordine biologico. Secondo quanto ha compreso Don Guido, il modo normale con cui Dio ha dato origine alla vita e a nuove specie, è consistito inizialmente ed essenzialmente nel creare la prima cellula completa, lo zigote, del primo e secondo individuo di ogni singola specie. Da questa, poi, si sviluppano gli organismi pluricellulari più complessi e così via.
Prima di arrivare alla cellula si possono certamente ipotizzare altri interventi creativi, vedi ad esempio teoria su RNA World, ma il passaggio fondamentale - l'elemento base in grado di avere vita autonoma e di riprodursi - è senza dubbio costituito dalla cellula.
Gli organismi pluricellulari sono organismi costituiti da più di una cellula con cellule differenziate che svolgono funzioni specializzate. La maggior parte della vita visibile a occhio nudo è pluricellulare. Gli organismi pluricellulari mostrano diversi livelli di organizzazione: i più semplici esistenti, le spugne, consistono di tipi cellulari multipli specializzati, che cooperano insieme per un fine comune. Organismi più complessi come meduse, coralli possiedono un livello di organizzazione dei tessuti, in cui cellule differenziate e interconnesse svolgono funzioni specializzate come gruppo.
Organismi ancora più complessi, mentre sono dotati anche di cellule e tessuti differenziati, possiedono un ulteriore livello di sviluppo, quello degli organi, in cui tessuti multipli si raggruppano per formare appunto organi con una specifica funzione o funzioni. Gli organi possono essere primitivi come il cervello di un verme piatto (essenzialmente un raggruppamento di gangli cellulari), a volte grandi come il fusto di una sequoia (fino a 90 metri di altezza), o complessi e multifunzionali come il fegato di un vertebrato.


Cenni su gamete femminile, gamete maschile e numero cromosomico

I semi (gameti) maschili sono detti spermatozoi e quelli femminili uova. Nel corso della formazione dei gameti sessuali il numero dei loro cromosomi viene dimezzato rispetto alle altre cellule del corpo.
Ogni specie ha un numero tipico di cromosomi. Nelle cellule umane vi sono 46 cromosomi (23 coppie). Quando una cellula germinale umana si divide per formare i gameti, ogni gamete riceve metà del corredo cromosomico, cioè 23 cromosomi in singola copia. Il numero normale (46) viene ristabilito con la fecondazione, quando i due gameti, di origine materna (23) e paterna (23), si fondono, contribuendo ciascuno con metà dei cromosomi necessari allo sviluppo del nuovo essere.

Premessa di ordine teologico

Sulle modalità concrete del peccato originale la Chiesa non si pronuncia perché non sa come sono andate le cose e lo ammette al paragrafo 390 del CCC: "Il racconto della caduta utilizza un linguaggio di immagini, ed espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all'inizio della storia dell'uomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori."
Così infatti si esprime il CCC al paragrafo 404:
"In che modo il peccato di Adamo è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano è in Adamo sicut unum corpus unius hominis - come un unico corpo di un unico uomo. Per questa unità del genere umano tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, così come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo. Tuttavia, la trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno."
Nella rivelazione data a Don Guido il peccato originale viene chiamato "Il peccato di Adamo". Infatti, la "Donna", la vera moglie di Adamo, era innocente perché ne rimase estranea! Interessante anche il fatto (provvidenziale?) che nei documenti del Magistero, già a partire dal Concilio di Trento, si parla prevalentemente del "peccato di Adamo" (vedi citazioni).
Dopo queste semplici premesse possiamo tentare una breve sintesi della trama, in modo da preparare il lettore a coglierne il complesso messaggio. Il libro è comunque non semplice e richiede di non saltare qua e là e almeno una seconda lettura. Don Guido, sacerdote dalla non comune cultura scientifica e con un grande desiderio di capire, volendo inizialmente fare un resoconto molto esatto della sue esperienze, si dilunga a spiegare nei minimi dettagli come sono procedute le sue visioni e le sue successive intuizioni, per cui nei capitoli iniziali la lettura risulta poco scorrevole. La presente sintesi dovrebbe servire ad agevolare il lettore.


Adamo non è stato creato adulto, ma allo stadio di prima cellula. Per la creazione del primo uomo Dio ha usato la "creazione mediata", come per qualsiasi altro primo esemplare di una qualsiasi altra specie.

Dio ha creato cioè una cellula completa di tutto il corredo cromosomico (46), in grado di formare Adamo e l'ha ospitata nell'utero di una femmina primate di una specie preesistente. Un "utero in prestito" dunque (lo sappiamo fare perfino noi, dapprima nella moderna zootecnia con l'allevamento dei bovini e ora, purtroppo, anche con la manipolazione genetica).
In tal modo, la scimmia antropomorfa, di una specie ora estinta, ha fornito al feto solo il nutrimento, senza che passasse nessun carattere della sua specie. Adamo cresce allevato da questa nutrice (che è un animale, non dobbiamo dimenticarlo, che ha partecipato solo passivamente alla gestazione) e si ritrova in un paesaggio naturale accogliente, circondato da vari altri animali dei quali si nota la socievolezza e la mansuetudine. Questa nutrice è la femmina preumana con la quale Adamo in seguito commetterà il peccato originale. È lei la vera "Eva", dal nome simbolico, perché di lei è detto che fu "la madre di tutti i viventi" in quanto generò Caino, capostipite di una discendenza ibrida a cui tutti noi ora apparteniamo.
Vediamo come Adamo fin dalla più tenera età è intelligente, creativo: si forma degli utensili e si costruisce una rustica abitazione. "Eva", l’ancestre che lo ha allattato, vive naturalmente assieme lui. Adamo apprende molto dagli animali che lo circondano, vede i loro accoppiamenti e comprende in che modo ottengono la prole, ogni specie secondo la propria specie.
Il progetto di Dio va avanti. Dopo aver creato l’uomo, è necessario dargli una moglie, usando ancora come incubatrice la stessa femmina ancestre. Ma mentre per la creazione di Adamo Dio aveva creato la prima cellula completa nell'utero dell’ancestre Eva, questa volta può disporre dello spermatozoo di Adamo. Perciò è sufficiente creare nell’utero di Eva solo il gamete femminile della specie umana, dotato di 23 cromosomi (metà del corredo necessario), col progetto di unirlo ad un gamete maschile (gli altri 23) prelevato da Adamo per far nascere la prima vera Donna.


"Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò."


In Gen 2, 21 troviamo questo racconto, e la visione avuta da Don Guido corrisponde. Quando Adamo si sviluppa sessualmente, inizia a manifestarsi in lui, come in tutti gli adolescenti, il fenomeno naturale, saltuario, dell’erezione e polluzione notturna. "Eva", l’ancestre, che vive con lui, in una di queste occasioni nota il fatto e, trovandosi nel periodo estrale, lo copre con molta istintività (è un animale!) mentre lui dorme inconsapevole. Questo sonno fu un’attenzione di Dio perché Adamo non se ne rendesse conto e perché il fatto non dovesse ripetersi. Dopo il fatto probabilmente si era svegliato e in seguito, alla nascita della bambina, collega i due eventi, capisce cosa era successo e realizza di esserne il padre. Da questa comprensione nascerà in lui la tentazione di ripetere l’evento.
In questo racconto verrebbe anche rispettata la metafora biblica tradizionale secondo la quale Dio prelevò una "costa" da Adamo, "nel sonno", per formare la prima Donna. Il termine biblico "costa" era stato ipotizzato da altri esegeti già prima di Don Guido, come metafora riferita all'organo sessuale maschile.
Dopo il concepimento della prima vera Donna, dunque, il feto si sviluppa anch'esso nell'utero (in prestito) di "Eva ancestre". Ma quando la bimba nasce Adamo vede che non ha niente della specie degli ancestri. È invece una bellissima bambina della quale il giovane Adamo comprende di esserne il padre e ne è visibilmente soddisfatto (nota ginecologica: dalla placenta non passano caratteri genetici, solo gli elementi nutritivi).
È da notare che il personaggio Adamo è decisamente antipatico quando vuole portarsi via la bambina, e che anche in altre occasioni successive appare indisponente e scostante.
È preludio alla superbia che infine lo ingannerà.
Il progetto di Dio era di far unire in seguito Adamo con la prima Donna (quando si fosse sviluppata) per trarne quella progenie pura con cui voleva popolare il pianeta. L'unione fra consanguinei era necessaria e buona alle origini della specie. Il concetto di incesto è culturalmente molto posteriore e il suo divieto è dettato dalla necessità di prevenire le malformazioni, molto frequenti fra consanguinei ibridi portatori di tare recessive.


Il peccato originale: Adamo anticipa e stravolge il piano di Dio

Quando la prima Donna ha circa 2 anni, un giorno si affaccia all'ingresso dell'abitazione la femmina ancestre. Adamo, che normalmente la mandava via, questa volta invece la incoraggia ad entrare e, stando supino, la fa venire sopra di lui e accetta l'accoppiamento.
Non lo fa per attrazione sessuale, era infatti abbastanza repellente, ma perché ha concepito un micidiale pensiero: "Se questa femmina ancestre ha partorito me, uomo perfetto, e questa bellissima bambina, vuol dire che è una buona fattrice: le faccio fare altri figli e faccio da me."
Crede di aver già capito tutto e vuole "mettersi in proprio"!
Il famoso "serpente" del racconto biblico non si vede, ma Satana ordinariamente non si mostra, la sua tattica è nascondersi: suggerisce e preme sulla nostra fantasia; si è servito dell’illusione insinuata in Adamo di generare dei figli altrettanto belli quanto la piccina, fuori dal progetto di Dio.
Ma questa volta non vi era stato alcun previo intervento creativo di Dio, per cui quello che nasce è un brutto essere metà scimmia pelosa e metà uomo. Un ibrido. Caino!
Adamo ne rimane scosso, deluso, ma non sembra reagire, appare chiudersi sempre di più in sé stesso; si intuisce che respinge il rapporto di amicizia con Dio (di questo precedente stato felice non vengono rivelati particolari). Si manifesta sempre più chiaramente la sua insofferenza ed egoismo. Non uccide Caino, anche quando questi farà morire Abele (bambino invece dalle fattezze umane, nato in seguito dal rapporto fra Adamo e la prima Donna) ma lo scaccia.
Caino vaga, ritrova sua madre Eva, l’ancestre, con cui si accoppia e genera esseri ibridi.


Adamo ha altri figli con la prima Donna?


Su questo punto Don Guido tenta delle ipotesi, p. 369-373, che appaiono però macchinose, ma lui stesso, appunto, dichiara trattarsi di sole ipotesi.
La progenie geneticamente pura pertanto procede a fianco della progenie ibrida finché si giunge all’episodio descritto in Gen 6, 1-2 quando, "avendo gli uomini (cainiti) cominciato a moltiplicarsi sulla terra e dopo che a loro nacquero figli e figlie, i figli di Dio videro che [alcune delle] figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero." Vi è cioè un mescolamento delle due discendenze fino a che, nei millenni, la progenie pura scompare del tutto. Siamo pertanto, ahimè, tutti ibridi! Un tale danno cromosomico è di enorme portata, irreversibile, irreparabile.
Il racconto spiegherebbe anche il mistero degli ominidi, che altro non sarebbero che bastardi, mezzi scimmie e mezzi uomini, progenie di Caino. Inoltre spiegherebbe bene le malattie genetiche, le tare ereditarie, gli infiniti difetti fisici degli esseri umani e, soprattutto, l’inclinazione al male e ai vizi con una istintività animalesca solo faticosamente controllabile.
Per inciso: le scimmie hanno 48 cromosomi, l'uomo 46, i soggetti Down, portatori di una delle tare più appariscenti, ne hanno 47.
Infine confermerebbe l’enorme portata della redenzione operata da Cristo, venuto a risanare soprattutto gli animi ma anche la nostra misera condizione fisica.
Non c'è nel libro ma si può ritenere una deduzione accettabile: la Chiesa insegna che la Vergine è stata concepita immacolata, libera dal peccato originale. Questo fatto fa pensare da sempre alla purezza della sua anima, ma è verosimile e conveniente pensare che Dio l'abbia preservata anche dall'errore genetico dovuto all’ibridazione, affinché non solo il suo spirito, ma anche il suo patrimonio genetico fosse puro.


Conseguenze del peccato originale

Dal racconto successivo si vede chiaramente che il peccato originale non fu un episodio circoscritto ma fu seguito da un indurimento e chiusura del cuore e da un abbassamento del livello intellettivo. Le proporzioni delle conseguenze del peccato sono riconducibili a quelle tipiche dell'iceberg: la parte più superficiale e vistosa è l’irreparabile perdita della purezza cromosomica. La parte meno visibile, ma la più importante, è la perdita di quella amicizia con Dio, tradizionalmente chiamata Grazia, che avrebbe permesso a Dio di riparare i danni, solo se Adamo si fosse pentito e avesse chiesto perdono.

È un libro illuminante ed unico nel suo genere, non propone un compromesso fra evoluzionismo e creazionismo, ma illustra il loro superamento attraverso un nuovo concetto, 'la creazione mediata'. Si tratta di una rivelazione data ad un umile sacerdote della Chiesa Cattolica e destinata a porre interrogativi su alcuni postulati scientifici. La qualità maggiore di questo libro è quella di dare risposte esaurienti in molti campi ed è illuminante per una comprensione più profonda di molti passi biblici, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Libro bello, ricco di spunti poetici (vedi la creazione dell'universo o la descrizione dell'ambiente naturale della prima famiglia umana), ma in certi punti usa un linguaggio senza veli. Meglio se si ha anche qualche nozione di genetica. Suscita reazioni contrastanti: ci sono lettori assolutamente entusiasti e altri che lo trovano sconvolgente.
Sconvolgente in realtà è il peccato originale che ha gettato per milioni di anni l'umanità in una miserabile condizione. Questo ha comportato la corruzione della sua natura fisica e psichica e la perdita della sua dimensione spirituale, perciò l'uomo è rimasto menomato in tutti e tre i piani dell'essere: corpo, anima e spirito.
Il libro non contiene niente di orribile, o meglio, è la realtà del peccato originale che costituisce la più "orribile" disgrazia dell'umanità. Il linguaggio usato è a volte crudo e diretto, inadatto a persone troppo sensibili, non perché contenga cose immorali, ma perché non tutti sono idonei ad assistere a scene forti, come ad esempio ad un parto. E' un libro che va approfondito. Ci sono molti sacerdoti che lo hanno letto e ne sono entusiasti, e hanno poi chiesto di vedere i luoghi dove sono avvenute le rivelazioni e di incontrare la redattrice che ha raccolto gli scritti. Le traduzioni inglese, olandese e tedesca sono state fatte con entusiasmo da sacerdoti che si sono proposti spontaneamente e si sono offerti di fare gratuitamente il lungo lavoro di traduzione. La traduttrice polacca, e come lei tantissimi altri lettori, ha ritrovato la fede dopo tanti anni di lontananza. La sola lettura della biografia di don Guido dovrebbe bastare ad illuminare sulla bontà dell'opera. E poi ancora altri sacerdoti hanno fatto delle convinte positive recensioni. All’incontro del 7 ottobre 2007, anniversario della nascita di don Guido, erano presenti quattro sacerdoti alla concelebrazione, fra cui il Vicario emerito della Diocesi di Belluno che ha espresso commenti positivi.

Qualcuno, confrontando la rivelazione data a don Guido con altre rivelazioni, vi trova delle differenze e trae la conclusione affrettata che "uno dei due mente". Attribuisce al "suo" veggente valore assoluto e non considera la premessa fondamentale: veggenti e carismatici non sono infallibili, il dono di Dio è consegnato sempre alla fragilità umana, hanno ambiti circoscritti al tema loro assegnato e le rivelazioni rispecchiano la cultura del loro momento storico, perché il Signore si adegua sempre alla comprensione del suo interlocutore. Pertanto non si possono fare "controlli incrociati" fra loro, ma ciò che riferisce ogni veggente va confrontato singolarmente con il Magistero e valutato innanzitutto con il criterio dell'assenza di errori teologici.
Se confrontiamo per es. le visioni di Maria Valtorta, della Serva di Dio Maria Cecilia Baj e di Caterina Emmerich, vi troveremo divergenze, ma bisogna tenere presente che il Signore rivela in tempi, epoche e culture diverse, sempre solo alcuni aspetti della verità, spesso in maniera simbolica, e privilegia l'interpretazione in senso spirituale degli avvenimenti narrati nella Scrittura.
È un libro che richiede pazienza e concentrazione e non consente d'essere letto con discontinuità saltando qua e là; ha un filo conduttore unico i cui passi sono in perfetta connessione e se la successione non viene rispettata si perdono i collegamenti.
Il file del libro si può scaricare gratuitamente in sette lingue.

Video: intervista all'autrice
Video: relazione Dr. Martelli al Convegno Genesi 2011
Video: intervista del luglio 2014 all'autrice
Quando Fede e Scienza possono raccontare la stessa storia (2)."
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"La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia." (1Cor 13,9) –
"Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono." (Ts1 5, 22)

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